La terra dei fuochi

Sto guardando un programma su La7 dove si parla della Terra dei Fuochi. Un pentito di mafia ha dichiarato (più di 15 anni fa) dove sarebbero sepolti, tra Napoli e Caserta, delle cassette con materiale radioattivo proveniente da centrali nucleari, forse tedesche…ma lo Stato cosa sta facendo? Noi cittadini cosa stiamo facendo per impedire che tutto questo non continui e che finalmente si prendano dei provvedimenti seri per tutelare la salute pubblica? Siamo certi che ciò che mangiamo non provenga da quelle terre contaminate? Siamo certi che ciò che, per via di triangolazioni, risultino provenienti da una differente regione invece che da quelle terre non sia sulle nostre tavole? Siamo certi che frutta e verdura non vada nelle mense dei nostri figli? Credo che lo Stato non intervenga perché la spesa sanitaria di questa emergenza non è superiore al costo che bisognerebbe affrontare per una ricerca approfondita e di una bonifica del territorio. Ci sono persone che hanno combattuto affinché si scoprisse la verità ed ora non ci sono più perché morte di cancro come Roberto Mancini.
Roberto Mancini è stato l’investigatore della Polizia di Stato che per primo ha denunciato quanto stava avvenendo nella Terra dei Fuochi: un lavoro preciso, puntuale tanto che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti (a cavallo della fine degli anni ’90 e i primi del 2000) ha utilizzato le sue doti di investigatore per condurre un’intensa indagine diretta da Massimo Scalia proprio sullo scempio in atto in quel territorio campano a nord di Napoli.
Un poliziotto integerrimo, preciso e dedito al suo lavoro di investigatore, che per anni è stato un vero e proprio Don Quijote della Terra dei Fuochi, unico a lottare contro i mulini a vento dei veleni che hanno massacrato quel territorio: un poliziotto ammalatosi di cancro proprio per il suo servizio allo Stato, un servizio che a maggio 2012 l’allora ministro dell’Interno Cancellieri ha riconosciuto, concedendo a Roberto mancini un indennizzo di 5.000 euro da parte del Viminale.
Roberto Mancini è morto a 53 anni dopo una battaglia lunga 12 anni contro la leucemia. Lascia una moglie e una figlia.
Un sito che ho ho trovato interessante per l’argomento in oggetto e che desidero condividere con voi e’ http://www.ecoblog.it
Forse non è un post da primo dell’anno ma questo silenzio delle Istituzioni mi spaventa, almeno noi parliamo e diffondiamo informazioni affinché le coscienze si attivino per un intervento.

Fonte per Roberto Macini dal sito ecoblog – articolo – Morto di cancro Roberto Mancini, il poliziotto che per primo denunciò la Terra dei Fuochi
Scritto da: Andrea Spinelli Barrile – mercoledì 30 aprile 2014

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