Amori adolescenziali 

Questa sera tornado a casa vedo una ragazza che parla con un suo coetaneo, tutto d’un tratto lei scoppia a piangere ed inizia a correre. Io e mio marito rimaniamo perplessi, aprendo il portone la vedo tornare…giovane, con il rimmel sfatto dalle lacrime e  disperata. Non mi sento di salire e far finta di nulla, una ragazza sola in lacrime di notte non è proprio il massimo. Gli domando: tutto ok? Lei mi abbraccia e con una sincerità disarmante mi dice che si è lasciata e che lui era tutto per lei. Spero di essere stata abbastanza “materna” e  rassicurante nel fargli capire che ora le può sembrare una “tragedia” ma già domani le cose andranno meglio. Gli ho detto i viaggi che potrà fare e che il mondo l’aspetta….spero davvero di averla rasserenata. L’ho riaccompagnato a casa e prego che domani per lei ci sarà un nuovo sole ed un nuovo amore che la renda felice. Ma voi vi ricordate la prima “tranvata” (in romanesco) cioè la prima volta che vi siete lasciati? E quei sentimenti totalizzanti amore/odio o bianco o nero?

  

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16 thoughts on “Amori adolescenziali 

  1. E certo che lo ricordo.. è stato a 17 anni.. e per 2 giorni non sono andato a scuola coccolato da mia mamma.. che tristezza enorme che è stata. ma più avanti, l’ultima storia finita, è stata ancora più dura!

  2. sono stata molto fortunata e non voglio fare la prima donna, ma ora che mi ci fai pensare a dire la verità non sono stata mai lasciata, magari proprio non nasceva l’idillio con l’interessato a me, ed allora era tutto chiaro,- il viaggione finiva, ancora prima di avere un senso importante-
    ma ho lasciato, ed oggi il ragazzo non c’è piu’, aveva preso una brutta sbandata è stato molto difficile per entrambi, anni di sofferenza …me non eravamo piu’ adolescenti perchè a 20 anni direi che non lo si è piu’…
    kiss e buon fine settimana

  3. Uuufff!!! Avoglia! Mi sentivo proprio come la ragazza..mi sentivo crollare la terra sotto i piedi, come se il mondo dovesse finire da un momento all’ altro! Poi io ce l’avevo in classe… il quinto anno me lo feci stando tutto il giorno a lavorare come assistente alla mia istruttrice, perché la ritmica in quel momento era l’unica cosa che riusciva a tenermi occupata la mente…invece crescendo cambia tutto, si ridimensionano le cose, si capisce che non si muore per amore e si va tranquillamente avanti lo stesso 😉

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